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Kyro

Videoclip

Descrizione

Una storia che ci porta indietro nel tempo, in una fredda e lontana epoca di un milione di anni fa. È qui che incontriamo il piccolo Kyro che, vestito con pelli di orso e conchiglie, passa le sue giornate giocando nei boschi e cacciando cinghiali, gazzelle e conigli con le sue pietre e frecce. Il giovane Kyro aspira a diventare il signore del tuono, ma alla fine capirà che il vero senso della vita è da cercare altrove. Un brano che ci avvicina al tempo lontano in cui un bimbo si trova a confrontarsi con le forze della Natura e con la profondità delle pieghe dell'animo umano.

Testo

Kyro giocava col vento in un bosco di tigli;
Tra merli, farfalle, cinghiali, conigli.
Tirava le punte di selce, le pietre, le frecce.
Ancora il fucile non c'era,
Ma lui col pensiero già faceva così:
    Tatatan-tatatan-tatatan!

Diceva: ma come son bravo e che grande scompiglio
Di foglie, formiche, di rane tra i tigli!
Ma senti che ritmo, che meraviglia!
Nemmeno mi accorgo del tempo che fa!
    Ma che tempo che fa?

Fa che intanto nevica e come è bianca la neve!
Fa che piove e grandina sopra i campi e le siepi.
Fa che fa un freddo cane per ogni uomo e per chi,
Formica, pesce o rana andrebbe via da lì.

    Tatatan-tatatan-tatatan
    Tatatan-tatatan-tatatan

Kyro vestiva con pelli di orso e conchiglie.
Cacciava cinghiali, gazzelle e conigli.
E già si vedeva signore del fuoco e del tuono,
Del lampo che accende la notte
Con un magico tatatatan!
    Ma che tempo che fa?

Fa che intanto nevica e come è bianca la neve!
Fa che piove e grandina sopra i campi e le siepi.
Fa che fa un freddo cane per ogni uomo e per chi,
Formica, pesce o rana andrebbe via da lì.
    Tatatan-tatatan-tatatan

Un giorno che il vento faceva paura
Si vide riflesso nell'acqua di un fiume
    Coperto con pelli di orso e conchiglie
    Mirava alle mosche, alle rane, alle triglie
Si dice che allora, nel grigio del gelo,
Cercò qualche cosa tra i fiocchi di neve:
    Un sibilo, un canto, una traccia nel cielo,
    Un raggio di sole, un volo leggero.

Ma c'era soltanto il rombo stonato
Di un tatatatan.
Sentì sulla pelle il freddo pungente
Di un giorno qualunque
Ma che freddo che fa!
    Ma che freddo che fa!

Fa che intanto nevica e come è bianca la neve!
Fa che piove e grandina sopra i campi e le siepi.
Fa che un freddo cane e il freddo basta già!
Fu il pensiero di un bambino,
Di un milione d'anni fa.

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