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La Storia dello Zecchino d'Oro

“Indubbiamente la manifestazione costituisce un fenomeno importante in Italia, come vero e proprio fatto di costume. Tutti siamo abituati a pensar alla nostra infanzia collegandola alle canzoni dello Zecchino d’Oro.” (Berardo Rossi)

Nasce il primo programma TV per bambini e ragazzi

Lo Zecchino d’Oro nasce nel 1959 dall’idea di Cino Tortorella. Il Mago Zurlì, com’era conosciuto nell’ambito della Tv dei ragazzi, presenta alla Fiera di Milano le prime due edizioni, ancora lontane dalla forma definitiva. All’inizio di questa avventura, Cino Tortorella porta in scena un nuovo format: una trasmissione televisiva in cui 10 canzoni, scritte appositamente per un pubblico di bambini, si contendono il premio chiamato appunto Zecchino d’Oro.

I brani, oggi come allora, sono interpretati da bambini, di età compresa tra i 3 ed i 12 anni, per i quali la trasmissione vuole essere un’esperienza unica, ma allo stesso tempo un grande gioco in cui la musica è protagonista.

La trasmissione, nata già in possesso di una delle sue caratteristiche fondamentali, quel conduttore che dentro e fuori la calzamaglia lo fa crescere fino alla cinquantunesima edizione (2008), arriva ben presto all’assetto più famoso, quello che molte generazioni di bambini ricordano: nel 1961 trova la sua casa definitiva all’Antoniano di Bologna, dapprima all’interno del teatro già presente poi nel neonato studio televisivo; insieme ai frati dell’Antoniano, Cino trova la sua compagna di viaggio perfetta: Mariele Ventre.

A lei vengono affidate la preparazione dei solisti e dal 1963 la direzione del Piccolo Coro dell’Antoniano, che oggi porta il suo nome, cresciuto negli anni fino a diventare una formazione di una sessantina di elementi che accompagna i solisti di tutte le edizioni.

 

Cresciamo

Così lo Zecchino d’Oro cresce e matura: negli anni si delinea un impegno sempre più specifico nei confronti dell’infanzia, anche attraverso canzoni che da semplici filastrocche diventano strumenti per affrontare tematiche sociali ed educative. Quando, nel 1976, il concorso apre i propri orizzonti alla scena musicale internazionale, insieme ai nuovi contenuti arrivano anche nuove sonorità e nuovi ritmi che richiamano mondi lontani tutti da scoprire.

Dal 1991 a ciascuna edizione dello Zecchino viene abbinato un progetto di solidarietà.

Con il contributo dei telespettatori, i valori di pace e aiuto reciproco che lo Zecchino d’Oro ha sempre cantato diventano mattoni per costruire case d’accoglienza, scuole e ospedali nei cinque continenti; diventano pane per le persone sole e le famiglie in difficoltà che frequentano le mense francescane d’Italia.  Alcuni anni più tardi, il “Fiore della Solidarietà” cambia nome e diventa “Il Cuore dello Zecchino d’Oro”: un modo più forte e immediato per dire – citando la canzone “Goccia dopo goccia” – che “stare tutti insieme per aiutare chi non ce la fa” è l’essenza stessa dello Zecchino: il suo cuore, appunto.

Lo Zecchino oggi

Alla scomparsa di Mariele Ventre (1995), il testimone passa a una sua giovane allieva: Sabrina Simoni.
Dal 2000 le canzoni della rassegna diventano anche storie animate raccolte nella serie de “I Cartoni dello Zecchino d’Oro”, che ogni anno si arricchisce di nuovi successi.
In questi anni lo  Zecchino d’Oro affronta tutte le sfide della contemporaneità e del mondo digitale: dai dischi si passa al CD, dai CD alla fruizione online.

In onda!

E se una volta lo Zecchino d’Oro era una puntina da collocare con attenzione nel solco del 33 giri e un televisore in bianco e nero acceso sul primo canale, oggi è un televisore flat screen e una playlist da cliccare su YouTube. Ma è sempre Zecchino d’Oro… e questa storia in musica non si ferma qui!