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Cino Tortorella

“Nell’Italia in bianco e nero di inizio anni Sessanta, un giovane Mago Zurlì in calzamaglia e mantello bussò alle porte di un convento di Bologna, dove tanti ogni giorno bussavano per avere una scodella di minestra calda”.

Il pioniere della TV dei ragazzi

Con la calzamaglia o senza, che lo si chiami Zurlì o Cino, è lui il vero papà dello Zecchino d’Oro. Già dai primi anni della televisione, Cino Tortorella è entrato nell’immaginario dei bambini grazie alla striscia quotidiana dedicata a loro, la TV dei ragazziZurlì, il Mago del Giovedì è uno degli appuntamenti più amati dai più piccoli e non può che aumentare il suo successo grazie alla sua idea di portare con sé, sui piccoli schermi, dei bambini che cantavano delle canzoni per bambini.

 

Nessuno, tuttavia, avrebbe mai pensato che quell’idea sarebbe diventata così famosa e duratura. Ma Cino ci crede davvero e, quando la Fiera di Milano abbandona il progetto dopo solo due anni, parte alla ricerca di una nuova casa: l’Antoniano di Bologna. È il 1961 e Cino entra nell’infanzia di tutti i bimbi italiani come Mago Zurlì e così presenta lo Zecchino d’Oro fino al 1972, anno della 14° edizione. 

Cino e lo Zecchino

Dall’anno successivo, continua come Cino Tortorella e conquista grazie al suo stile unico capace di intrattenere i bambini che sempre più numerosi partecipano alla trasmissione. È facile ricordarlo accovacciato a fianco di uno o più bimbi o semi-nascosti dietro le aste dei microfoni mentre cerca di vincere la loro timidezza con qualche semplice domanda, anche quando arrivano dai paesi più distanti senza sapere nemmeno una parola di italiano… se non quelle delle loro canzoni.

Una delle intuizioni che tanto successo ha portato allo Zecchino d’Oro è quella di aver presentato per anni affiancato da Topo Gigio, uno dei più famosi pupazzi della storia televisiva italiana: sono entrate nella storia le immagini dei simpatici dialoghi con il topolino (ammirato anche da Walt Disney!)

Il saluto a Cino

Cino presenta ed è anche autore della trasmissione fino alla cinquantunesima edizione, nel 2008: ancora oggi la sua conduzione è la più duratura nel panorama della televisione mondiale. Il 23 marzo 2017, a quasi novant’anni, Cino si spegne. È l’anno in cui la trasmissione festeggia le sue 60 edizioni e l’Antoniano lo ricorda così: 

“Nell’Italia in bianco e nero di inizio anni Sessanta, un giovane Mago Zurlì in calzamaglia e mantello bussò alle porte di un convento di Bologna, dove tanti ogni giorno bussavano per avere una scodella di minestra calda. Il mago si chiamava Cino Tortorella, pioniere di una tv dei ragazzi per la quale scriveva insieme a Umberto Eco e Guglielmo Zucconi, e portava all’Antoniano lo Zecchino d’Oro. I frati lo ascoltarono dapprima perplessi, poi curiosi.

Era il primo tassello di una storia che negli anni fu felice alchimia di canzoni canticchiate dall’Italia intera e dialoghi quasi surreali tra Mago Zurlì e creature sdentate, del dialogo empatico di Mariele Ventre con il suo Piccolo Coro e le intuizioni di un conduttore e autore televisivo che tenne a battesimo anche le iniziative di solidarietà che lo Zecchino d’Oro avrebbe portato nei cinque continenti.
Cino Tortorella ci ha lasciati oggi. 
Ci eravamo sentiti pochi giorni fa.
Ci eravamo scambiati qualche idea al telefono.
“Ne ho tantissime, vediamoci”, ci aveva risposto. 
Un saluto che era un appuntamento, un arrivederci. 
Siamo in treno verso Milano, a metà strada, quando la notizia ci sorprende.
Ma no, non vogliamo considerarla un addio.
Grazie, Cino.”